martedì 2 ottobre 2007

Storica stretta di mano tra i leader delle due Coree




Storica stretta di mano tra i leader delle due Coree. Il leader nordcoreano Kim Jong-il alle porte di Pyongyang ha accolto il presidente sudcoreano Roh Moohyun. Insieme hanno fatto un trionfale ingresso nella capitale nordcoreana fra due ali di folla festante.

Il gesto, come si è fatto notare anche a Seul nell'apprendere la notizia, sottolinea tutta l'importanza attribuita nella Corea del Nord al vertice con il Sud, il primo da sette anni.
Nel giugno 2000 l'allora presidente Kim Daejung giunse nella capitale nordcoreana in aereo, mentre questa volta Roh è arrivato in auto, dopo avere attraversato a piedi la fascia smilitarizzata lungo il 38/o parallelo, ultima eredità della 'guerra fredda'.
Accompagnato dalla consorte e da una delegazione di 300 persone il presidente del Sud si è poi diretto verso Pyongyang con un corteo che ha impiegato circa tre ore per snodarsi verso nord fino al Palazzo della cultura, alla periferia della città.
Qui l'ospite avrebbe dovuto essere accolto dal 'numero due' del regime, il presidente dell'Assemblea del popolo Kim Yongnam: è stato tuttavia lo stesso leader supremo che ha voluto presiedere la cerimonia.

La prima stretta di mano fra Roh e Kim, come mostrato in diretta dalla tv nordcoreana ritrasmessa al Sud, è avvenuta su un tappeto rosso all'ingresso del Palazzo della cultura, che comprende un auditorium e un teatro in grado di ospitare complessivamente oltre 7.000 spettatori.
Kim, che indossava l'abituale tuta grigia di foggia militare, è parso voler attribuire la massima solennità alla cerimonia, mentre gli astanti agitavano fiori rosa di plastica.
La cerimonia dell'attraversamento della frontiera si è invece svolta su un tappeto giallo sul quale era stato scritto «pace e prosperità».
Dopo avere attraversato la linea di demarcazione Roh ha parlato del «superamento di una cortina di divisione che ha inflitto enormi sofferenze a tutta la nazione».


Da "www.ilsole24ore.com"

lunedì 1 ottobre 2007

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quando si crea un blog l'intenzione è quella di avere quanti più contatti possibile, Eurovisioni non ha queste ambizioni perché l'unica scopo per cui è nato questo spazio virtuale è quello di aprire un dibattito sui temi dell'attualità politica e non, cercando di vedere al di là del proprio naso ma soprattutto cercando di analizzare e, se necessario, criticare ciò che il mondo intorno a noi ci dà come spunto.
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Il nome del blog però ha un significato ben preciso. Si chiama Eurovisioni proprio perché cercherò di dare un taglio europeo al nostro blog, non limitandoci a comprendere ciò che accade nel nostro orticello di casa ma spaziando in quella grande casa che è l'Europa.
Per mia natura non sono prolisso quando scrivo (a volte logorroico quando parlo però...) per cui come benvenuto mi sembra più che sufficiente.